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Ipse Dixit

  • PERUGINO: Posso andare ai servizi?

    PROF. CAROSIO: Vai pure, ma non tornare con alcuna merendina perché, ho verificato ieri, in bagno non le danno...

I fatti di Parigi ci hanno lasciato inquietudine, costernazione e rabbia. Sentimenti che devono unirsi, ora, al bisogno vivo di riflettere e ragionare su «un bagno di sangue inutile, atroce, nauseabondo, che richiama le più grandi infamie di cui l'umanità è stata in grado di mostrarsi capace». Sono parole apparse in rete che facciamo nostre insieme a tutte quelle che, solidali e antirazziste, fanno pensare, ci aiutano a non cadere nella trappola religiosa e politica dell’odio, sono una risposta alla malafede di certi titoli offensivi, alla retorica inutile o, peggio, guerrafondaia di tanti avvoltoi. Perché in guerra, naturalmente, ci vanno sempre i soliti, mentre sfruttatori e politici la invocano, la dichiarano, la guardano in tv e ci lucrano sopra.

 

Qualche tempo fa, alla scuola elementare Matteotti di Firenze, un consiglio interclasse ha deciso di annullare dal piano formativo la visita ad una mostra artistica “per venire incontro alla sensibilità delle famiglie non cattoliche”, parole del quotidiano La Nazione. Il 13 novembre, una serie di sparatorie ed esplosioni ha colpito Parigi, lasciando sulle strade e nei locali più di centoventi morti e più di trecento feriti.

Converrete con me che, delle due, la notizia più importante è di certo la seconda. Forse vi chiederete come mai sono concentrate in poche righe. Ebbene, la verità è che l’apparente innocuità della prima e la terribile violenza della seconda sono legate indissolubilmente, che ci piaccia o no.