Il 13 Novembre 2015 Parigi, la città dell'amore, è sede di attacchi terroristici.
Tante vittime, 130. Tanti feriti, più di 300. La paura e la disperazione sono grandi, albergano tra i cittadini francesi, ma anche nei territori limitrofi si comincia a sentire un vento tagliente di irrequietezza. Questa volta, così come per l'attentato a Charlie Hebdo del gennaio scorso, è successo vicino a noi e nell'Europa civile non ci si aspetta che episodi del genere si verifichino.
Però, quando le stragi succedono in Siria, in Palestina, nelle remote e dimenticate zone dell'Africa , dove 130 vittime sono la media giornaliera, che la causa sia la fame o una bomba, ci sembra di guardare un film alla televisione, un film assai realistico, produzione di un regista dalle eccellenti doti e con attori straordinari che si giocano la vita, ma appena il sipario del telegiornale si chiude, la nostra mente non se ne preoccupa più.

Il tema della discriminazione degli omosessuali e le battaglie da loro combattute sono argomenti di cui da tempo si discute nella società e nella Chiesa. Esempio del rifiuto della Chiesa, ma non solo, degli individui che provano amore nei confronti di un'altra del loro stesso sesso, è monsignor Charamsa. La sua dichiarazione di essere gay viene definita una “scelta grave e irresponsabile”. In realtà, la sua è stata solo una ricerca della felicità. E se anche questo viene condannato dalla Chiesa allora essa non esprime il volere di Dio. Non è forse così? Il coraggio di monsignor Charamsa dovrebbe servire come esempio per spingere gli omosessuali della Chiesa o non, a “uscire dall'armadio”. Aiutiamoli a non opprimere i loro desideri e il loro amore per via di assurde leggi. Il coming out di monsignor Charamsa è un'occasione per un momento di crescita interiore.

"Se non si può dire che non tutti gli islamici sono terroristi, è evidente che tutti i terroristi sono islamici e che molta violenza viene giustificata in nome di una appartenenza religiosa e culturale ben precisa". Per questo, e alla luce della presenza dei tanti alunni stranieri nelle nostre scuole e dei loro genitori nelle nostre comunità, a loro dobbiamo rivolgere il messaggio di richiesta di una condanna di questi atti". Nero su bianco da parte dell'assessore all'istruzione del Veneto, Elena Donazzan che, dopo la strage di Parigi, ha deciso di scrivere ai dirigenti scolastici della sua regione inducendoli a trattare l'argomento nei loro istituti. La metodica, però, ha destato molte polemiche: che la scuola avesse la finalità di insegnare e far capire ciò che succede intorno a noi, adoperando un occhio critico e conoscenze storiche, è noto a tutti... ma che la scuola inducesse l'alunno a pensieri così forzati e “filorazzisti”, questa mi è nuova. 

Alzo gli occhi al cielo e sopra di me trovo una nuvola completamente bianca. Ho paura del bianco, perché è l'unico colore che non ha forma, né sfumatura, l'unico colore che non è definito, il bianco è ovunque, anche dentro di noi. A pensarci bene è anche nella nostra bandiera, è al centro con a lato due colori forti, decisi, netti, con un significato profondo e sentito: il rosso, che rappresenta i caduti in guerra, il sangue versato, ed il verde, che rappresenta la speranza, mai abbandonata per combattere fino alla morte.

Ed il bianco? Secondo me il bianco  esprime purezza e libertà, dovrebbe essere la base di tutti i nostri principi, dovrebbe lasciar spazio alle fondamenta di una nuova generazione di uomini, degni e generosi  nel superare tutte le differenze. Guardo la nuvola, ma questa volta non è poi così bianca, posso leggere delle parole su di essa, parole di pace, parole vere: adesso su quella nuvola è inciso l'articolo 3 della nostra Costituzione. Le parole sono molto forti e dirette. Ho letto molte volte questo articolo, ma oggi mi ha segnato particolarmente, dall'inizio alla fine.

La presenza dello Stato Vaticano sul suolo italiano ha sempre portato ad un condizionamento della politica statale, nonostante si tratti sulla carta di una istituzione laica. Questa influenza si ritrova anche nel sistema scolastico sotto diverse forme come la presenza dei crocifissi nelle aule di molte scuole (non il nostro Liceo, per fortuna), e l’inserimento di un’ora settimanale dedicata all’insegnamento della religione cattolica. 

Fin dalle scuole medie mi sono sempre interrogato sulla correttezza e sul senso di un’ora di Insegnamento della Religione Cattolica (IRC) e adesso, quasi arrivato alla fine del mio percorso scolastico al Liceo Scientifico, posso fermamente affermare che essa sia la rappresentazione perfetta dell’ipocrisia del nostro Stato.

 

Un’inchiesta rigorosa di "Report", la trasmissione di indagine giornalistica di RAI 3, ci spiega che all’estero, e soprattutto nei mitici USA, i detenuti sono felici, lavorano,  acquisendo competenze che saranno utili per il loro reinserimento sociale, ristrutturano e abbelliscono le loro prigioni, addirittura, i loro prodotti sono così apprezzati che, quando escono, le aziende fanno a gara per assumerli. Inoltre, nei mitici Usa, i detenuti non costerebbero nulla allo Stato, in quanto il sistema carcerario è basato sulla privatizzazione degli istituti di pena, mentre in Italia pesano sul contribuente (4000 euro al mese per ogni “ospite”). Questa situazione idilliaca, troppo bella per essere vera, si scontra, però, con dati oggettivi che evidenziano il fallimento del modello americano: negli USA le carceri ospitano l’uno per cento della popolazione, vale a dire due milioni e trecentomila individui, una cifra spaventosa! Altro che reinserimento sociale! Nella tanto vituperata Italia la popolazione carceraria resta intorno all’uno per mille, un dato comunque allarmante.

 

 

Dal giugno del 2008 “Vita di Donna Onlus” ha istituito un servizio denominato "SOS Pillola del giorno dopo". L'obiettivo era ed è tuttora quello di soccorrere le donne in difficoltà con la prescrizione della contraccezione di emergenza. Da allora sono migliaia le coppie che, dopo un rifiuto della ricetta da parte del medico o della struttura sanitaria contattata, sono ricorse a questa associazione. Uno dei motivi più ricorrenti addotti dal sanitario è quello di un presunto dubbio sul meccanismo d'azione del farmaco che può anche essere un abortivo. Ora che l'Aifa (Agenzia italiana del farmaco) ha chiarito definitivamente che il farmaco in questione non è un abortivo, nessun medico può rifiutarsi di prescrivere, se il motivo è solo quello dell'obiezione di coscienza.

 

Dieci anni di battaglie legali, con 29 sentenze di tribunali civili e amministrativi, i pronunciamenti della Corte costituzionale e della Corte europea dei diritti dell'uomo hanno stracciato la veste fondamentalista di una delle leggi più illiberali dell'Italia repubblicana, la legge 40 del 2004 sulla Procreazione medicalmente assistita (Pma). La Consulta, circa un anno fa, ha cancellato anche il divieto di fecondazione eterologa, che costringeva migliaia di italiani al “turismo riproduttivo” nell’Europa che non si fa scrivere le leggi dal Vaticano. Indubbiamente un successo del diritto all'autodeterminazione dell'individuo e del progresso scientifico.

 

In Italia, ad oggi, è negato ad una coppia omosessuale il diritto di adottare un bambino. Molte persone ritengono che una coppia omosessuale non costituisca un ambiente sano in cui far crescere dei bambini, pensano che avere genitori omosessuali possa determinare un orientamento sessuale e creare delle difficoltà: di tipo caratteriale e sociale .

Quindi la prima domanda è se gay e lesbiche siano in grado di svolgere il ruolo di genitore. La ricerca condotta in merito dall'American Psychological Association afferma che "sono adeguati come quelli eterosessuali a fornire un sostegno e un ambiente sano ai loro figli" e che pertanto non ci dovrebbe essere alcuna discriminazione in materia di adozioni.

 

La maggior parte delle violenze subite dalle donne hanno come autori componenti della famiglia , fidanzati ed ex fidanzati: la donna è vittima di violenze in un ambiente dove dovrebbero regnare l'amore e la stima. Sempre più spesso si ha l'abitudine di attribuire le colpe di questi abusi agli extracomunitari, mettendo così in risalto avvenimenti isolati e numericamente irrilevanti.

Polemica continua tra la ministra dell'integrazione, Cécile Kyenge, e il segretario della Lega nord, Matteo Salvini. Alcune forze politiche fanno leva sulla paura di una parte del popolo italiano nei confronti degli extracomunitari, in modo tale da assicurarsene il voto.

Giuseppe Uva, Federico Aldrovandi, Paolo Scaroni: tre ragazzi massacrati da agenti in uniforme. Scaroni, tifoso del Brescia, alla fine di una partita la sera del 24 settembre 2005, viene pestato a sangue senza motivo da alcuni poliziotti. Dopo più di un mese di buio il ragazzo si risveglia e con molta fatica e coraggio racconta tutto: "Erano almeno quattro celerini, con i caschi. Mi urlavano: bastardo. Picchiavano con i manganelli impugnati al contrario per farmi più male".

Sapevate che, a causa della assai discussa riforma del ministro Fornero, migliaia di donatori di sangue saranno costretti a recuperare i giorni in cui si sono assentati dal lavoro per il prelievo del sangue?

Ai donatori, per legge, è concessa l’assenza retribuita dal posto di lavoro per sottoporsi al prelievo di sangue. Con la riforma, questi giorni devono essere recuperati prima del pensionamento e ciò può avvenire con due modalità: recuperando i giorni “persi” allungando la permanenza al lavoro, oppure decurtandosi del 2% la pensione.

La Croce Bianca di Savona si è occupata di solidarietà internazionale: un ragazzo, superstite della guerra in Siria, ha svelato un episodio di cui i media non hanno parlato. Sfuggito alle torture dei  ‘fratelli nemici’ del regime, ha rievocato con tristezza una delle violenze  a cui ha assistito di persona fra le rovine della sua città: alcuni ragazzi nella piazza principale ballavano, cantando una canzone di pace, senza alcuno scopo di protesta politica; il giorno dopo in quella stessa piazza numerose bare erano posizionate nel luogo in cui loro avevano gridato al cielo il desiderio di una realtà diversa.