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Ipse Dixit

  • (Un alunno fa una domanda tipica di chi non ha capito qualcosa in una spiegazione...)

    PROF. BADANO: No, ma hai fatto bene a chiederlo... Adoro la vertigine che provo guardando nel baratro della vostra ignoranza...

La proposta, da parte di Beppe Grillo, di istituire una sorta di tribunale popolare chiamato a stabilire la veridicità delle notizie diffuse dai mezzi di informazione ha scatenato – inevitabilmente – un acceso dibattito.

            Il leader de facto del MoVimento 5 Stelle, nel post “Una giuria popolare contro le balle dei media” comparso il 03 gennaio scorso sull'organo dei pentastellati Il Blog delle stelle (già beppegrillo.it), così chiudeva il suo pezzo:
            “[...] I giornali e i tg sono i primi fabbricatori di notizie false nel Paese con lo scopo di far mantenere il potere a chi lo detiene. Sono le loro notizie che devono essere controllate.

Propongo non un tribunale governativo, ma una giuria popolare che determini la veridicità delle notizie pubblicate dai media. Cittadini scelti a sorte a cui vengono sottoposti gli articoli dei giornali e i servizi dei telegiornali. Se una notizia viene dichiarata falsa il direttore della testata, a capo chino, deve fare pubbliche scuse e riportare la versione corretta dandole la massima evidenza in apertura del telegiornale o in prima pagina se cartaceo. [...]”

            Non si intende in questa sede affrontare la vicenda da un punto di vista meramente politico, bensì di contestualizzarla storicamente e provare a trarre alcune conclusioni al riguardo.