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“PRESTITI D’ONORE” E STUDENTI INDEBITATI A VITA

Secondo la Federal Reserve, l'indebitamento studentesco negli USA ha raggiunto vette stratosferiche. Pare che anche in Italia si voglia seguire il modello americano, in modo che l’istruzione sia a pagamento o, meglio, a credito, e gli studenti italiani si riducano indebitati come quelli americani. 

In effetti i soldi promessi dalla “Buona Scuola”, tanto per cambiare, andranno alle imprese private e alle banche. Le leggi e gli stanziamenti di fondi per i progetti per l'alternanza Scuola Lavoro -  imposti dal Fondo Monetario Internazionale e dalla sua filiazione OCSE - sono solo una copertura per il solito “assistenzialismo ai ricchi” . Dal 2003 i governi italiani riservano una costante pioggia di soldi per le imprese private che si “impegnano” nella "formazione" degli studenti. Ultimo il Decreto 761, dello scorso ottobre, che ha stanziato undici milioni di euro (2).

L'invenzione dello spauracchio-ISIS, per adesso, appare solo funzionale alla NATO per dispiegare truppe ed aviazione in Medio Oriente e nel Nord Africa. Del resto l'ISIS rappresenta un fantasma davvero congeniale per alimentare le paure, i pregiudizi ed il senso di superiorità morale ed intellettuale dell’ occidentale medio, facendogli dimenticare la disoccupazione, la svendita dei diritti, le tasse e tutti i sacrifici fatti per salvare i profitti delle banche. In questa confusione disinformata l’italiano medio può persino credere che il razzismo becero di Salvini sia la soluzione e la guerra una necessità.

 

Roma, Campo de' Fiori 17 febbraio 1600. Scusate il ritardo, ma vogliamo ugualmente ricordare l'anniversario del rogo in cui fu ucciso dalla Chiesa cattolica Giordano Bruno, lo scienziato che predisse gli "infiniti mondi" che oggi la scienza conferma, “il filosofo che preferì scommettere su un aldiquà di umanità umana contro un aldilà di astrattezza violenta e di dogmatica disumanità, l'uomo che con inconscia certezza spostò lo sguardo dall'alto dei cieli al dentro degli esseri umani” (P. Izzo). Religiosi fanatici dovettero bucargli la lingua e bruciarlo vivo per farlo tacere.

Gli eroici ministri italiani giocano a Risiko, intrattenendo e divertendo con “sparate” (fantozziane o mussoliniane?) un pubblico che viene ogni giorno invitato a fare il tifo per la guerra.  

Del resto, la chiave del successo della propaganda renziana consiste nel suo aspetto ludico, nella sua capacità di creare intrattenimento e divertimento. Persino la guerra all'ISIS sta diventando una kermesse bellicistica allestita dal fiero condottiero Renzi. E lo spasso per l'opinione pubblica continuerà, almeno fino a quando non tornerà il servizio militare obbligatorio, con il conseguente “armiamoci e partite”, tipico di tutti i leader. Per fortuna, navigando e non bombardando, pensando e non tifando, possiamo renderci conto delle “perle di coerenza” dei politici che ci indicano la direzione. Ecco alcuni esempi (fonte Newscomidad):

 

 

L'assistenza fornita all'ISIS dalla Nato era stata annunciata trionfalmente, appena tre anni fa, con dovizia di particolari dal giornale britannico "Daily Star" (2012): truppe speciali del SAS e agenti segreti del MI6 avevano allestito campi sul confine siriano per accogliere "ribelli" in fuga dalla Siria. In tal modo la presenza di truppe e servizi segreti NATO sul territorio siriano, nota da tempo, era ufficialmente riconosciuta, e persino celebrata. Che l'agenzia di mercenari statunitense Blackwater fosse stata incaricata dagli USA di addestrare i ribelli islamisti anti-Assad, in campi al confine con la Turchia, era stato riportato dalla stampa turca e da alcuni giornali occidentali. (3) Altro dato riferito dalla stampa, ma poi caduto nel dimenticatoio, riguarda i trasferimenti di armi della CIA ai "ribelli" siriani. (4) A proposito di coerenza e lucidità mentale nella lotta al terrorismo.

 

 

"Anche le parole possono uccidere" è una meritevole campagna lanciata da 190 testate della Federazione italiana settimanali cattolici, con in testa Avvenire e Famiglia cristiana, e patrocinata da Camera e Senato. Il fine è stigmatizzare l'uso discriminatorio del linguaggio: «Uomini e donne in fuga dalle guerre bollati come "clandestini" - scrive nel suo lancio Avvenire - Onesti lavoratori guardati di traverso perché musulmani quindi "terroristi". O più semplicemente "negri". Etnìe emarginate da secoli come i rom, condannati in blocco come "ladri". Adolescenti che non corrispondono ai cliché estetici televisivi sbeffeggiati come "ciccioni". L'imbarbarimento della lingua comincia con la politica, rimbalza sui giornali, si diffonde come un virus tra la gente comune. E col sospetto crescono la paura, il disprezzo, la xenofobia». 
Peccato che, nell’iniziativa cattolica i discriminati siano solo alcuni dei "diversi. Silenzio su altri tipi di vittime ossia quelle il cui orientamento sessuale non è compatibile con la dottrina. Eppure, nello slogan pubblicitario si legge «Anche le parole possono uccidere. L'altro è come me». Forse dipende da quale «altro»? Non sono «altro» gli omoaffettivi, non sono «altro» le donne o i trans. Ma subiscono lo stesso tipo di violenza. Gli «altri», tutti gli «altri», meritano lo stesso rispetto e la stessa tutela. Tra le «parole che uccidono» non posso sceglierne solo alcune: "frocio", "culattone" e "mignotta" hanno la stessa violenta matrice di "sporco negro". Le cronache insegnano. (Cecilia M. Calamani, Cronache Laiche)

 

Nel Natale del 1600 venne legalizzata in Inghilterra una società di pirati, divenuta talmente ricca da potersi comprare la rispettabilità. Quella società assunse la forma di società per azioni e prese il nome ufficiale di “Compagnia delle Indie Orientali”. Considerata la prima corporation, l'antenata delle attuali multinazionali, la Compagnia delle Indie nel corso dell'800 si arricchì ulteriormente con il traffico di oppio, ma l'imprinting della Compagnia era costituito dalla pirateria. Una volta legalizzata, la Compagnia delle Indie si assunse la sacra missione di "proteggere" il commercio navale dalla pirateria, estorcendo in cambio privilegi commerciali e politici ai Paesi "protetti". In realtà la Compagnia delle Indie era la prima organizzatrice della pirateria da cui poi "proteggeva" le vittime della pirateria stessa. L'espressione "false flag" in origine si riferiva appunto alla pirateria sotto falsa bandiera. A proposito di bandiere, quella della Compagnia delle Indie era a strisce orizzontali, e divenne poi il modello della bandiera americana. L'emulazione/competizione nei confronti della Compagnia delle Indie fu infatti uno dei fattori principali dell'indipendenza americana.

Alla stessa Compagnia delle Indie toccò di subire un attentato "false flag" da parte dei suoi discepoli americani. Nel 1773 un gruppo di coloni americani in rivolta, travestiti da indiani Mohawk, irruppe nel porto di Boston su una nave della Compagnia e gettò in mare il carico di tè. Fu il famoso "Boston Tea Party".

(https://flagspot.net/flags/gb-eic2.html ;  http://www.bostonteapartyship.com/the-tea-act)

 

1) “Quelli che abbiamo preso li abbiamo lasciati, quelli che non abbiamo preso li portiamo con noi”.

[ Mito della morte di Omero raccontato da Aristotele ]

2) “Due sorelle nascono e muoiono ogni giorno e l'una causa la morte dell'altra”. 

[ Esopo ]