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Ipse Dixit

  • (Il Prof. D'Amico analizza il I Canto del Paradiso)

    ...Dante vuole dire che la luce è talmente forte che sembra che Dio abbia aggiunto un secondo sole a quello “normale”...tipo Giovinco con Del Piero…

Periodico, settimanale francese dallo stile pungente e un po' sfacciato ... ormai tutti avrete capito che mi sto riferendo a "Charlie Hebdo", il giornale satirico del quale tanto si parla in questo periodo. Purtroppo, non per ridere sopra alle simpatiche vignette esposte nelle pagine del periodico, ma per il vile attentato del 7 gennaio 2015.

Tutto questo per "colpa" di alcune vignette che facevano dell'umorismo sul profeta Maometto e  sul leader dello stato islamico Abu Bakr al-Baghdadi.

Già in passato, nel 2011, la sede del giornale venne distrutta da due bombe Molotov sempre a causa di vignette sull'Islam, ma l'attentato avvenuto quest'anno è sicuramente il più grave in Francia dal 1961, quando durante la guerra d'Algeria una bomba era stata fatta esplodere sul treno Strasburgo-Parigi.

Siamo nel 2015 e ancora c'è chi condanna la libertà di stampa e di pensiero, diritti insindacabili per l'uomo e riconosciuti dalla legge francese.

In questi giorni si è parlato spesso dell'attacco terroristico subito dal giornale satirico francese Charlie Hebdo e, di conseguenza, sono spuntati  slogan, manifesti e cartelli della serie “Je suis charlie”.

Ovviamente, anche in Italia questo slogan ha spopolato, ma più come moda che come atto di solidarietà, perché in Italia c'è una “finta” libertà di stampa: l'ultimo giornale satirico italiano, Il Male, è stato costretto a chiudere nel lontano 1982 con l'arresto di uno dei giornalisti per l'accusa di vilipendio della religione e di capo di Stato estero (il Papa), quindi, come dice Fabrizio Casalino:”Noi non siamo Charlie, o il suo coraggio...  il dramma di Charlie ha luogo in un paese laico, il nostro paese non lo è, se fossimo Charlie avremmo fatto qualcosa in questa direzione. Noi non siamo Charlie perché il nostro diritto di satira non lo abbiamo esercitato in faccia a pericolosi integralisti”.

1.Io preferirei davvero che tu evitassi di comportarti come un asino bigotto "più-santo-di te" quando descrivi la mia spaghettosa bontà. Se qualcuno non crede in Me, pace, nessun problema! Dico davvero, non sono mica così vanitoso. E poi non stiamo parlando di loro, quindi non cambiare argomento! 

2.Io preferirei davvero che tu evitassi di usare la Mia esistenza come motivo per opprimere, sottomettere, punire, sventrare, e/o, lo sai, essere meschino con gli altri. Io non richiedo sacrifici, e la purezza è adatta all'acqua potabile, non alle persone. 

Le religioni nel mondo sono davvero innumerevoli e, a volte, completamente assurde. Personalmente sono ateo, quindi le trovo tutte quantomeno curiose, ma ce n' è una che ridicolizza tutte le altre: il Pastafarianesimo.

Il Pastafarianesimo è una religione nata dal dott. Bobby Anderson laureato in fisica alla Oregon State University, lo scopo di quest' uomo è smontare con l'ironia l'assolutismo religioso, creando dogmi, regole, tradizioni e comandamenti surreali.

 

La Redazione del FdMP si unisce con il pensiero e con la penna a tutti coloro che in questi giorni stanno urlando il loro Je suis Charlie nelle piazze, nei giornali, sul web, per ricordare Stephan Charbonnier, detto Charb, direttore della rivista Charlie Hebdo e i tre vignettisti Cabu, Tignous e Georges Wolinskii, vittime dell’ennesima affermazione fanatica e stupida della violenza religiosa. Charlie Hebdo, il settimanale satirico francese dallo spirito ribelle e irriverente, politicamente scorretto e orgogliosamente libertario, scomodo per tutti i fondamentalismi, è stato colpito per la sua azione di critica in difesa delle libertà individuali, civili e collettive. L’attentato del 7 gennaio è solo l’ultima delle tante aggressioni che hanno cercato di spezzare le penne impertinenti di Charlie, dalle bombe molotov del novembre 2011 ai processi per vilipendio, intentati da chiese e religione varie. Anche il sito internet della rivista è stato bersaglio di attacchi informatici. Ma il settimanale ha continuato ad ironizzare su tutti, scontrandosi con le gerarchie religiose e il potere politico, prendendo di mira il Papa e Maometto, i fanatici del califfato (Isis) come i neofascisti nazionalisti, con l’unica arma dell'umorismo.