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Ipse Dixit

  • (Si devono prendere le misure per un disegno...)

    CARNEVALE: Prof, per ottenere l’altezza del parallelepipedo la misuriamo?

    PROF. LA SPESA: No... io prenderei il cellulare e chiamerei la NASA...

        La guerra mondiale del 1914-1918 fu un colossale massacro innescato dalle pressioni nazionalistiche e dalle tendenze imperialistiche coltivate dalle potenze europee. La mattanza coinvolse 28 paesi e vide contrapposte le forze dell’Intesa (Francia, Gran Bretagna, Russia, Italia e loro alleati) e gli Imperi Centrali (Austria-Ungheria, Germania e loro alleati). Complessivamente circa 26milioni di persone morirono (metà civili) e 20milioni furono i feriti: persone menomate, disabili e traumatizzati in modo irreversibile. La guerra ebbe inizio ufficialmente un mese dopo l’attentato all'arciduca Francesco Ferdinando d'Asburgo, erede al trono d'Austria-Ungheria, e a sua moglie Sofia, in visita nella città di Sarajevo, che caddero sotto i colpi di pistola esplosi dal rivoluzionario bosniaco Gavrilo Princip. Era il 28 luglio 1914.

L’Italia giustificò l’intervento nel conflitto bellico (24 maggio 1915) in nome della sua indipendenza nazionale; furono richiamati alle armi 5milioni200mila uomini e alla fine si contarono 750mila morti: 600mila caduti in combattimento e 150mila fra la popolazione per cause di guerra. Oltre 1milione i feriti (500mila rimasero mutilati o invalidi permanenti) e circa 2milioni gli ammalati per cause belliche. Gli storici hanno segnalato l’impreparazione militare dell’Italia, la scarsità dei rifornimenti e gli errori della logistica, con conseguenti enormi perdite di uomini e mezzi. Per non parlare della disumana “stupidità militare” dimostrata da Cadorna con gli attacchi frontali/suicidi di truppe mal equipaggiate, scarse di artiglieria e mitragliatrici. Un Cadorna che, fra cataste di morti, osservava: «Le sole munizioni che non mi mancano sono gli uomini».