Nuoce gravemente alla salute dei pedanti e dei poveri di spirito

 
odg   
Concorso Nazionale "Fare il giornale nelle scuole"
Vincitore Nazionale VIII Edizione
 
Premio Nazionale "Giornalista per un giorno"
Finalista IV-V-VI-VII-VIII-IX-XI-XII-XIII-XIV-XV Edizione
Vincitore Nazionale X Edizione
alboscuole
fondazione De Mari

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dantealighieri
  • Pensieri sulla didattica a distanza


    luca calcagno - Domenica, 24 Maggio 2020

     

    In questi due mesi di lock-down si è parlato molto della scuola e in particolare della didattica a distanza come unico strumento per continuare a svolgere le lezioni e finire l'anno scolastico. Mentre molti "esterni" esprimono le proprie considerazioni, la maggior parte a completo favore di questa metodologia di apprendimento temporanea, a pochi è venuta l'idea di chiedere a uno dei due gruppi interessati, gli studenti, di esprimere le proprie considerazioni riguardo tale tematica.

    Ho quindi deciso di porre semplici domande a compagni di classe e amici legate alla loro personale esperienza riguardo la didattica a distanza. Non ho voluto riportare tutte le interviste,  bensì il quadro generale risultato da queste. 

    Subito è stato possibile sottolineare la comune presenza, in tutte le esperienze di lock-down, di uno stress sempre crescente. Quest'ultimo, secondo gli intervistati, non è stato originato dalla didattica a distanza, ma è sfociata su di essa. L'origine va infatti trovata in un insieme di fattori legati alla convivenza ristretta all'ambiente domestico, al distanziamento sociale, alla limitata possibilità di sfogo e al deterioramento dei rapporti con i propri genitori. Lo stress accumulato  va quindi ad influire negativamente sulle prestazioni dell'alunno durante verifiche ed interrogazioni.


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  • Pandemia e Infodemia


    luca calcagno - Domenica, 24 Maggio 2020

    In questi giorni in particolare sorge spontaneo un parallelismo tra la vera e propria pandemia e l'infodemia, virus anch'esso pericoloso e dilagante. Quest'ultima consiste, secondo l'enciclopedia Treccani, nella “circolazione di una quantità eccessiva di informazioni, talvolta non vagliate con accuratezza, che rendono difficile orientarsi su un determinato argomento per la difficoltà di individuare fonti affidabili”. 

    Sembrerebbe eccessivo definire l'infodemia come pericolosa, in quanto sembra legata solamente alla negligenza o all'incompetenza delle persone. Questo “virus” può provocare anche danni alla salute originati proprio dal dare ascolto ad informazioni errate. In questi giorni è divenuto famoso il caso comune di centinaia di americani che hanno bevuto candeggina per cercare di disinfettarsi la gola provocando seri danni alla propria salute. Molte persone, addirittura, nello stesso periodo, hanno iniziato a mangiare aglio, alimento proposto da molte fonti, ovviamente non attendibili, come in grado di far diminuire il rischio di contagio. 

    È inoltre possibile ipotizzare come molte fake news, diramate con intenti subdoli, abbiano aiutato l'espansione del contagio. La grande insistenza sulla possibilità del virus di arrivare in Italia attraverso persone di nazionalità cinese potrebbe aver contribuito all'iniziale dilagare del Coronavirus nella nostra penisola, facendo passare inosservati i primi casi, magari causati da italiani di ritorno dalla Cina. 


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  • La tecnica ci ha superato


    Alessia Gualano - Domenica, 24 Maggio 2020

    La mente umana è, al tempo stesso, geniale ed assolutamente stolta, razionale ed assolutamente irrazionale, priva di senno. E' incredibile come da un lato l'umanità, grazie al suo ingegno, sia riuscita a costruire una società che garantisca qualsiasi tipo di comfort, ma dall'altro, a causa dell'ignoranza, la maggior parte della popolazione non abbia idea di come questa società funzioni. La mente umana viene definita al tempo stesso geniale e patetica, brillante e stolta, proprio per la sua capacità di raggiungere obiettivi davvero alti, di superare limiti insormontabili, per poi cadere in stupide banalità, dimostrando, spesso, di aver agito senza la guida della ragione. La causa di ciò è la natura umana, duplice, poiché in parte sensibile, in parte razionale: il tempo avrebbe dovuto far sì che, attraverso l'incivilimento, la seconda inclinazione arrivasse a predominare sulla prima, in modo da annientare tutti quegli istinti primordiali che ci allontanano dalla condizione che ci eleva come uomini, che ci permette di vivere in società, nel reciproco rispetto. Purtroppo, il progresso scientifico, conseguente a quello dell'ingegno (della facoltà conoscitiva), non va di pari passo con quello civile, ovvero con la soppressione di istinti, propri dell'essere umano, ma non ammissibili in una vita in società, e l'esempio più eclatante di ciò sono state le due guerre totali, dove è stato messo in evidenza come il progresso tecnico e scientifico abbiano portato all'annullamento della stessa dignità umana, o anche come, durante la colonizzazione, il desiderio di fama, di gloria, la sete di conquista abbiano causato la morte di numerosi innocenti.


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  • La quarta dimensione


    Alessia Gualano - Domenica, 24 Maggio 2020

    Tutti noi abbiamo fatto e facciamo continuamente esperienza del tempo, ma chi sarebbe in grado di darne una definizione?  Il tempo è il paradosso che meglio rappresenta la condizione umana, in quanto appartiene, simultaneamente, ad una dimensione concreta e ad una astratta, ci fa percepire la nostra finitezza, la nostra piccolezza e nello stesso momento la nostra grandezza, la nostra potenza, la nostra energia; a volte vorremmo che si fermasse, che un singolo istante si estendesse all’infinito, mentre altre volte vorremmo che scorresse il più velocemente possibile. Scandisce la musica, rende possibile la creazione di sinfonie e la coordinazione delle varie parti, ma, al tempo stesso, suonando ed abbandonandosi alla musica, esso sembra annullarsi.  E’ regolato da un orologio, è preciso e scandisce le nostre giornate, le nostre ore, rende la nostra vita razionale, governabile, gestibile, ma, al contempo, il suo scorrere ci pone di fronte all’entità più irrazionale che si possa concepire, ovvero al concetto di morte, che ci provoca paura, angoscia, senso di vuoto. 

    Cos’è il tempo? E’ qualcosa di oggettivo o qualcosa di soggettivo?


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  • Il coraggio e la speranza. Pensando alla ripresa


    luca calcagno - Domenica, 24 Maggio 2020

     

    Il virus ci ha toccato tutti, richiamandoci alle nostre responsabilità. La situazione in cui ci troviamo richiede che ognuno di noi dia il meglio di sé, sull’esempio degli eroi di questi giorni. Medici, infermieri e operatori socio-sanitari sono infatti persone ordinarie che agiscono, animati dalla dedizione, dalla costanza e dalla determinazione, in un momento straordinario al servizio del proprio paese e dell’umanità intera. Queste persone mettono in gioco la loro stessa vita, con spirito di sacrificio, per salvare migliaia di malati attraverso qualunque mezzo messo a loro disposizione.

    Su questi esempi la società deve migliorare. Prima di tutto è necessario imparare ad essere uomini, nel senso migliore del termine: quindi ad essere solidali, inclini all’ascolto e all’aiuto. Sarebbe bello se la solidarietà fosse la lezione di questo periodo, ne diventasse l’eredità, così da farci capaci di improntare i rapporti tra le persone e tra le comunità umane ad una nuova forma di convivenza, meno egoista e più consapevole ed aperta.


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  • La crisi delle nostre sicurezze


    luca calcagno - Domenica, 24 Maggio 2020

     

    Col diffondersi del virus è entrato in crisi il mito della modernità. La scienza e la tecnologia avevano alimentato le nostre sicurezze su uno stato di benessere pressoché garantito. Proprio queste sicurezze iniziano a vacillare ora più che mai.

    Tornano alla nostra memoria le epidemie del passato, in particolare quelle descritte nelle grandi opere letterarie, tra cui quella del 1348 descritta nel Decameron e quella portata dai Lanzichenecchi nel XVII secolo, raccontata da Manzoni. Nella nostra memoria troneggia la “Spagnola”, che fece più vittime della stessa Prima guerra mondiale.

    Oggi, al pari dei periodi di calamità ricordati, torniamo a fare esperienza della vulnerabilità del nostro vivere. Ciò ci allontana dalle nostre sicurezze, stravolge le nostre certezze, alimentate dall’imponente sviluppo tecnologico che credevamo ci assicurasse uno stato di predominanza sulla natura stessa. Il virus, anzi, utilizza per diffondersi il fenomeno della globalizzazione, che ha caratterizzato lo sviluppo dell’uomo negli ultimi decenni.

    Prendiamo nuovamente coscienza della bellezza della vita, come di un bene così delicato che, in qualsiasi momento, può andare perso, e della fragilità della natura umana che, nonostante lo sviluppo tecnologico, risulta sempre essere esposta alle intemperanze della natura.

    Il virus stravolge le nostre certezze, cambiando le nostre abitudini, fino ad obbligarci al distacco fisico con le persone. Prendiamo così coscienza delle grandi fortune che prima davamo per scontate: uscire con gli amici, passeggiare all'aria aperta, fare sport e che ora risultano essere così assenti dalle nostre vite, paralizzate e spogliate delle tante gioie di cui ci circondavamo.

  • Le scuole del mondo durante la pandemia


    Isabella Borgo - Venerdì, 15 Maggio 2020

    Il 24 Febbraio 2020, tutte le scuole italiane, di qualsiasi ordine e grado, hanno chiuso a causa del corona virus e non hanno più aperto. Questo anno scolastico non si finirà sui banchi, ma a casa e non è ancora chiaro come avverrà (se avverrà!) la riapertura l’anno prossimo. La nuova organizzazione scolastica durante la pandemia in Italia è stata molto criticata. Le lezioni si sono spostate su piattaforme online, ma non tutti avevano i mezzi per seguirle; c’è stato il problema dei voti, delle interrogazioni e, ovviamente, ci sarà il problema degli Esami di Stato.

    Ma cos'è successo negli altri paesi? Com'è stato organizzato il lavoro scolastico all'estero? Che differenze con l’Italia? Come hanno vissuto il nuovo regime di lavoro gli studenti? Ho intervistato sei ragazzi e ragazze che vivono all'estero per scoprirlo.

    La mia ricerca è partita dall'America. L’America, che ha reagito tardi nel contenimento del virus, ma che ha subito preso provvedimenti per quanto riguarda la scuola. In alcuni stati prima, in altri dopo, tutte le scuole sono state chiuse e le lezioni sono state spostate online. Ho raccolto la testimonianza di Charlie, uno studente al primo anno nella Yale University, il famoso college situato in Connecticut. Charlie è originario della Virginia e si era trasferito nel campus dell’università per seguire le lezioni. Appena si è iniziato a capire che la situazione dei contagi stava diventando sempre più seria, tutti i college, a partire da Marzo, hanno deciso di chiudere i dormitori, mandare gli studenti a casa e continuare le lezioni online.

    “College is great, but I’m now back home in Virginia because all of our classes are online for the rest of the semester. It’s weird to be back, especially because everyone is staying inside.”


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L'Editoriale

  • "C'è sempre il sole il 25 Aprile"


    Matteo Barcella - Sabato, 09 Maggio 2020

    Potrà non essere carino parlare di una festività quando è già passata, ma di fronte a questa situazione, di fronte a questa immagine in particolare, sono serviti un paio di giorni per fare ordine tra i pensieri. Il titolo dell'articolo è una citazione ad un programma televisivo di La7, in cui nell'ampio racconto della realtà di oggi il presentatore conclude la riflessione con: "C'è sempre il sole il 25 aprile; pure quando fuori c'è nuvolo, il 25 aprile c'è il sole. E se credi che il 25 aprile sia tutto l'anno, per tutto l'anno ci sarà il sole". È un messaggio disarmante nella sua chiarezza: ciò che ricordiamo e che festeggiamo durante questa ricorrenza è così importante da poter illuminare la via in ogni situazione. Anche in quella che affrontiamo oggi, viene da pensare. Ma in che modo il 75° anniversario della Liberazione dovrebbe indicarci la rotta da seguire durante la pandemia e -soprattutto- durante la catastrofica crisi che ci attende non appena avremo messo sotto controllo il virus?


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Ipse Dixit

  •  

    (La prof. Barcella in gita a Milano fa trecento volte l’appello...)

    PROF D’AMICO: Ora tocca a noi... D’Amico? C’è... Bene, possiamo andare... 

Scienza

  • La tecnica ci ha superato


    La mente umana è, al tempo stesso, geniale ed assolutamente stolta, razionale ed assolutamente irrazionale, priva di senno. E' incredibile come da un lato l'umanità, grazie al suo ingegno, sia riuscita a costruire una società che garantisca qualsiasi tipo di comfort, ma dall'altro, a causa dell'ignoranza, la maggior parte della popolazione non abbia idea di come questa società funzioni. La mente umana viene definita al tempo stesso geniale e patetica, brillante e stolta, proprio per la sua capacità di raggiungere obiettivi davvero alti, di superare limiti insormontabili, per poi cadere in stupide banalità, dimostrando, spesso, di aver agito senza la guida della ragione. La causa di ciò è la natura umana, duplice, poiché in parte sensibile, in parte razionale: il tempo avrebbe dovuto far sì che, attraverso l'incivilimento, la seconda inclinazione arrivasse a predominare sulla prima, in modo da annientare tutti quegli istinti primordiali che ci allontanano dalla condizione che ci eleva come uomini, che ci permette di vivere in società, nel reciproco rispetto. Purtroppo, il progresso scientifico, conseguente a quello dell'ingegno (della facoltà conoscitiva), non va di pari passo con quello civile, ovvero con la soppressione di istinti, propri dell'essere umano, ma non ammissibili in una vita in società, e l'esempio più eclatante di ciò sono state le due guerre totali, dove è stato messo in evidenza come il progresso tecnico e scientifico abbiano portato all'annullamento della stessa dignità umana, o anche come, durante la colonizzazione, il desiderio di fama, di gloria, la sete di conquista abbiano causato la morte di numerosi innocenti.


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  • Il famigerato coronavirus


    Sai perché i giapponesi usano le mascherine?

    In questo periodo di grande inquietudine, gli italiani hanno sempre le stesse domande per la testa:

    Oggi quanti sono i deceduti di coronavirus? E i nuovi contagiati? Perché la situazione italiana sembra essere tanto grave? Ma soprattutto, quando si potrà finalmente uscire??

    Innanzitutto vorrei far chiarezza su cos'è il "coronavirus". In primo luogo, questo termine non si riferisce al famigerato virus sulla bocca di tutti, bensì i coronavirus fanno parte di una famiglia a sé stante di virus, che possono causare dal raffreddore più comune fino alle malattie più gravi, come la sindrome respiratoria meridionale (MERS) o la sindrome respiratoria acuta grave (SARS).

    Il 18 febbraio si è verificato il primo caso nazionale di Covid-19 a Codogno e il crescente numero di contagi ha allarmato l'intera popolazione italiana. Questo particolare tipo di coronavirus è sicuramente più letale del normale, ma non è sicuramente ai livelli del Mers-CoV; tuttavia, la facilità di contagio del virus è a dir poco anormale ed è questo il fattore molto preoccupante.

    Se il virus arrivasse a contagiare una percentuale di popolazione abbastanza rilevante, anche se meno letale di altre epidemie, il risultato sarebbe pressoché analogo. Ecco spiegata la ragione per cui praticamente l'intero pianeta è attualmente in stato di quarantena.

    A tale proposito, casualmente, l'allarmante numero di casi in America è proporzionale alla sua popolazione, oserei dire che ora stiano pagando le conseguenze di non aver reagito repentinamente all'emergenza; anzi, deridendo gli altri, pensando di sistemare il tutto entro Pasqua, cosa che evidentemente non si è avverata.

    Ora che, al contrario dell'italiano medio, sappiamo di cosa stiamo parlando, possiamo finalmente analizzare il nostro caso a livello nazionale, principalmente soffermandoci sul caso della Lombardia. 

    Il tasso di letalità del Covid-19 in Italia è del 9,9%, portato così in alto rispetto alla media mondiale dal molto discusso 13,6% della Lombardia. A Milano sono morti sotto i bombardamenti della seconda Guerra mondiale 2000 civili, in 5 anni; in due mesi in Lombardia sono morte quasi 12000 persone, cioè almeno 5 volte di più. La stessa stampa non può fare a meno di notare che qualcosa non torna nel tanto decantato "modello lonbardo" e nel metodo di rilevamento del virus, insinuando che siano confusi se non errati.

    Altro dato su cui riflettere: in Francia, i decessi per influenza stagionale, appartenente sempre ai coronavirus, sono alquanto impressionanti: 8100 nel 2019, 13 mila nel 2018 e addirittura 14 mila nel 2017. Supponendo che i numeri siano paragonabili a quelli italiani, viene naturale chiedersi dove siano finiti i decessi per influenza semplice e polmonite in questo periodo.

    Quindi, riassumendo, il covid-19 non è “il coronavirus”, bensì ne fa parte, e l'unico vero fattore in grado di causare gravi danni non è tanto il livello di letalità, quanto quello di contagio. Pertanto, l'unica cosa che possiamo fare è stare a casa, evitare assembramenti e lavarsi le mani, cosa già da tempo suggerita ma ora anche sanzionabile. Tutto questo sperando che nel breve periodo tornerà tutto alla normalità, perché questa non è più una questione di "se" ma di "quando".

    Tuttavia, è incerto se allora si avranno le stesse libertà e diritti sui quali si è fondato il nostro paese e la sua democrazia. Perché la vera domanda che tutti noi dobbiamo porci non è quando, ma come usciremo da questa quarantena. Dovremo farlo cercando di riottenere al più presto le libertà che ci sono state tolte, per motivi sicuramente più che validi, ma non eterni.

     

PeggioRedazione

  • Farò del mio peggio News - Vita di redazione


    Nato nel 2005 nell’ambito del corso Tecnologico ed esteso poi a tutte le classi, il “Farò del mio peggio News” ha cambiato nella sua storia 3 redazioni tecniche, mantenendo la continuità del lavoro ed ottenendo numerosi riconoscimenti tra cui sette nomination al concorso nazionale “Giornalista per un giorno” (Fiuggi 2007), la vittoria al concorso "Il giornale dalla scuola", nell’ambito del Circuito Diregiovani (Roma 2010), organizzato dalla Agenzia di Stampa "Dire" e patrocinato dal MIUR, un diploma di Merito del Secolo XIX (Genova 2010) e dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti (Benevento 2011), tre premi nell’ambito del concorso nazionale “Il miglior giornalino scolastico” (Avellino 2011-2013), un “Premio speciale Presidenza di Alboscuole” (Chianciano Terme 2012), una “menzione speciale per il sarcasmo” al concorso nazionale “Prima Pagina” promosso dal Comune di Modena in collaborazione con l’associazione culturale Progettarte, nell’ambito della VI edizione di BUK-Festival della piccola e media editoria- che si è tenuto il 23 e 24 marzo 2013 presso il Foro Boario di Modena. 


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  • Il “Farò del mio peggio News” vince il primo premio al “Giornalista per un giorno” e al concorso "Il miglior giornalino scolastico"


    La redazione del “Farò del mio peggio News”, giornale del Liceo Scientifico O. Grassi di Savona ed edito dall’Associazione omonima,  Venerdì 3 Maggio 2013 ha ottenuto per il settimo anno consecutivo un “Diploma di gran merito” al premio nazionale “Giornalista per un giorno” organizzato dall’Associazione Alboscuole a Chianciano Terme (SI), risultando tra le migliori 100 redazioni d’Italia (su oltre 3000) con la seguente motivazione: “Dal 2007 ad oggi sono cambiate tre redazioni ma la qualità non ha mai subito un rallentamento, un gruppo molto unito compreso gli ex diplomati. Grande merito al prof. Vincenzo D’Amico del Liceo Scientifico Grassi di Savona, diretto dal Preside Fulvio Bianchi. Il fiore all’occhiello dell’Associazione Alboscuole, esempio indiscusso, a livello nazionale, della scuola d’eccellenza italiana”. 


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Società e Costume

  • La quarta dimensione


    Tutti noi abbiamo fatto e facciamo continuamente esperienza del tempo, ma chi sarebbe in grado di darne una definizione?  Il tempo è il paradosso che meglio rappresenta la condizione umana, in quanto appartiene, simultaneamente, ad una dimensione concreta e ad una astratta, ci fa percepire la nostra finitezza, la nostra piccolezza e nello stesso momento la nostra grandezza, la nostra potenza, la nostra energia; a volte vorremmo che si fermasse, che un singolo istante si estendesse all’infinito, mentre altre volte vorremmo che scorresse il più velocemente possibile. Scandisce la musica, rende possibile la creazione di sinfonie e la coordinazione delle varie parti, ma, al tempo stesso, suonando ed abbandonandosi alla musica, esso sembra annullarsi.  E’ regolato da un orologio, è preciso e scandisce le nostre giornate, le nostre ore, rende la nostra vita razionale, governabile, gestibile, ma, al contempo, il suo scorrere ci pone di fronte all’entità più irrazionale che si possa concepire, ovvero al concetto di morte, che ci provoca paura, angoscia, senso di vuoto. 

    Cos’è il tempo? E’ qualcosa di oggettivo o qualcosa di soggettivo?


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  • Il coraggio e la speranza. Pensando alla ripresa


     

    Il virus ci ha toccato tutti, richiamandoci alle nostre responsabilità. La situazione in cui ci troviamo richiede che ognuno di noi dia il meglio di sé, sull’esempio degli eroi di questi giorni. Medici, infermieri e operatori socio-sanitari sono infatti persone ordinarie che agiscono, animati dalla dedizione, dalla costanza e dalla determinazione, in un momento straordinario al servizio del proprio paese e dell’umanità intera. Queste persone mettono in gioco la loro stessa vita, con spirito di sacrificio, per salvare migliaia di malati attraverso qualunque mezzo messo a loro disposizione.

    Su questi esempi la società deve migliorare. Prima di tutto è necessario imparare ad essere uomini, nel senso migliore del termine: quindi ad essere solidali, inclini all’ascolto e all’aiuto. Sarebbe bello se la solidarietà fosse la lezione di questo periodo, ne diventasse l’eredità, così da farci capaci di improntare i rapporti tra le persone e tra le comunità umane ad una nuova forma di convivenza, meno egoista e più consapevole ed aperta.


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Scuola

  • Pensieri sulla didattica a distanza


     

    In questi due mesi di lock-down si è parlato molto della scuola e in particolare della didattica a distanza come unico strumento per continuare a svolgere le lezioni e finire l'anno scolastico. Mentre molti "esterni" esprimono le proprie considerazioni, la maggior parte a completo favore di questa metodologia di apprendimento temporanea, a pochi è venuta l'idea di chiedere a uno dei due gruppi interessati, gli studenti, di esprimere le proprie considerazioni riguardo tale tematica.

    Ho quindi deciso di porre semplici domande a compagni di classe e amici legate alla loro personale esperienza riguardo la didattica a distanza. Non ho voluto riportare tutte le interviste,  bensì il quadro generale risultato da queste. 

    Subito è stato possibile sottolineare la comune presenza, in tutte le esperienze di lock-down, di uno stress sempre crescente. Quest'ultimo, secondo gli intervistati, non è stato originato dalla didattica a distanza, ma è sfociata su di essa. L'origine va infatti trovata in un insieme di fattori legati alla convivenza ristretta all'ambiente domestico, al distanziamento sociale, alla limitata possibilità di sfogo e al deterioramento dei rapporti con i propri genitori. Lo stress accumulato  va quindi ad influire negativamente sulle prestazioni dell'alunno durante verifiche ed interrogazioni.


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  • Le scuole del mondo durante la pandemia


    Il 24 Febbraio 2020, tutte le scuole italiane, di qualsiasi ordine e grado, hanno chiuso a causa del corona virus e non hanno più aperto. Questo anno scolastico non si finirà sui banchi, ma a casa e non è ancora chiaro come avverrà (se avverrà!) la riapertura l’anno prossimo. La nuova organizzazione scolastica durante la pandemia in Italia è stata molto criticata. Le lezioni si sono spostate su piattaforme online, ma non tutti avevano i mezzi per seguirle; c’è stato il problema dei voti, delle interrogazioni e, ovviamente, ci sarà il problema degli Esami di Stato.

    Ma cos'è successo negli altri paesi? Com'è stato organizzato il lavoro scolastico all'estero? Che differenze con l’Italia? Come hanno vissuto il nuovo regime di lavoro gli studenti? Ho intervistato sei ragazzi e ragazze che vivono all'estero per scoprirlo.

    La mia ricerca è partita dall'America. L’America, che ha reagito tardi nel contenimento del virus, ma che ha subito preso provvedimenti per quanto riguarda la scuola. In alcuni stati prima, in altri dopo, tutte le scuole sono state chiuse e le lezioni sono state spostate online. Ho raccolto la testimonianza di Charlie, uno studente al primo anno nella Yale University, il famoso college situato in Connecticut. Charlie è originario della Virginia e si era trasferito nel campus dell’università per seguire le lezioni. Appena si è iniziato a capire che la situazione dei contagi stava diventando sempre più seria, tutti i college, a partire da Marzo, hanno deciso di chiudere i dormitori, mandare gli studenti a casa e continuare le lezioni online.

    “College is great, but I’m now back home in Virginia because all of our classes are online for the rest of the semester. It’s weird to be back, especially because everyone is staying inside.”


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Diritti

  • Coronavirus e democrazia instabile


     

    I coronavirus fanno parte di una vasta famiglia di virus che possono causare un raffreddore comune, una forma lieve simile all'influenza, ma anche malattie più gravi come la sindrome respiratoria mediorientale (MERS) e la sindrome respiratoria acuta grave (SARS). Il virus responsabile dell'epidemia, oramai denominata e confermata pandemia dall'OMS, sta interessando tutto il mondo, in questi giorni nel nostro paese è diventata un'emergenza e ha posto l'Italia al secondo posto mondiale, subito dopo la Cina, come numero di contagi (tamponi risultati positivi al Covid-19).

    Il virus, nel nostro paese ha obbligato il governo a imporre ai cittadini delle misure di contenimento, privandoci ormai da settimane della libertà di uscire di casa se non per lo stretto necessario, con l'obbligo di indossare strumenti di igiene pubblica, non effettuare spostamenti, e con la chiusura di tutti i tipi di negozi tranne quelli di prima necessità, cui si è aggiunto l'obbligo di sospendere qualsiasi attività e la chiusura dei confini, fine al termine dell'epidemia in Italia.


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  • Libertà di pensiero


    La libertà di pensiero appartiene alla dignità stessa dell’uomo: è un bene prezioso! Il diritto ad avere le proprie idee, di poterle sostenere e difendere non dovrebbe mai essere negato a nessuno; non significa dire sempre ciò che vogliamo, ma esprimersi senza offendere o limitare il pensiero di altri. Per questo è difficile realizzarlo nel concreto.

    Igino Giordani, politico cattolico, sostiene: “la libertà di pensiero, come ogni altra attività dello spirito, vale se rispetta la libertà di pensiero altrui. Questo non è un limite, è una difesa della libertà stessa”.

    Non è sempre opportuno e possibile parlare a cuore aperto nel rispetto delle diverse culture o della diversa sensibilità del singolo individuo. Questo tema, che attraversa il corso dei secoli, è più che mai attuale, da sempre, poter esprimere ed essere accettati per le proprie idee non è stato semplice.


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Tecnologia e Rete

  • Iperconnessi


    Al giorno d’oggi “Internet“ è diventato la base di tutto. Gli adolescenti in particolare utilizzano il cellulare per i social network e questo rapporto è una delle principali fonti di discussione con i genitori. I problemi dell’ iperconnessione sono tanti, sia dal punto di vista sociale sia perché può presentare grandi pericoli per le persone. Passano gli anni e la situazione peggiora sempre di più poiché il tempo trascorso davanti agli schermi riguarda anche i più piccoli.


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  • I VIDEOGIOCHI SONO ARTE (?)


    Playstation, Xbox, PC, Nintendo, smartphone...Parole che portano i nervi dei genitori a fior di pelle ripensando a quanto queste piattaforme siano diventate famose e attirino i loro figli. Ma questo cosa indica? Quando accendiamo una console e inseriamo un gioco, siamo davanti ad una macchina diabolica progettata per spillare soldi dai portafogli degli adulti nel tentativo di accontentare i pargoli, o ci potrebbe capitare addirittura di osservare nello schermo una nuova forma di opera d'arte?



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