Nuoce gravemente alla salute dei pedanti e dei poveri di spirito

 
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Concorso Nazionale "Fare il giornale nelle scuole"
Vincitore Nazionale VIII Edizione
 
Premio Nazionale "Giornalista per un giorno"
Finalista IV-V-VI-VII-VIII-IX-XI-XII-XIII-XIV-XV Edizione
Vincitore Nazionale X Edizione
alboscuole
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  • Tirreno Power - ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la centrale


    Matteo Barcella - Giovedì, 15 Aprile 2021

     

    Nel nostro territorio si annida una calamità, letale come bomba, eppure assolutamente innocua per le quasi 75,000 persone che ci vivono attorno, grazie ad uno spesso mantello di silenzio e indifferenza che avvolge questa vicenda. Non ha la forma dei bombardieri B-52 pronti a scatenare la guerra atomica nel capolavoro di Kubrick (il Dottor Stranamore, di cui anche il titolo è una sottile citazione che spero lasci un sorriso dal retrogusto amaro, ndr), tuttavia molti aspetti grotteschi di questa storia ricordano la follia che domina la trama di quel film: ovviamente si parla della centrale Tirreno Power a Vado Ligure. Il complesso è ormai da mezzo secolo incastrato a due passi dalla cittadina, in una zona che oggi è perfettamente integrata con la "conurbazione" formata dalla città di Savona, la già citata Vado e Quiliano. 40 anni di carbone hanno alimentato le industrie della zona (petrolchimiche per lo più) rendendo la valle di Vado un gioiellino dell'industria italiana del secondo dopoguerra da un lato, ma consegnandoci un territorio disastrato e avvelenato dall'altro.


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  • Il vero volto di Dante Alighieri


    Elena Bedendo - Giovedì, 15 Aprile 2021

    Con le celebrazioni dei 700 anni dalla morte di Dante, si è riacceso l'interesse degli storici e degli esperti d'arte su un ritratto custodito, da tempo immemore, nell'ufficio del sindaco di Orvieto. 

    Siamo di fronte a un quadro misterioso che, secondo le prime ricerche, sarebbe databile tra il XVI e il XVII secolo. L'autore è ignoto, ma è ipotizzabile sia riconducibile alla bottega del pittore fiorentino Cristoforo di Papi dell'Altissimo, stando a una prima lettura degli storici dell'arte.

    Certamente la raffigurazione sembra seguire la dettagliata descrizione che Giovanni Boccaccio fa del volto di Dante Alighieri, nel “Trattatello in laude di Dante” scritto tra il 1351 e il 1355: “Il suo volto fu lungo, e il naso aquilino e gli occhi anzi grossi che piccoli, le mascelle grandi, e del labbro di sotto era quel di sopra avanzato; e il colore era bruno e i capelli e la barba spessi, neri e crespi, e sempre nella faccia malinconico e pensieroso”.


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  • Cieli affollati su Marte


    Lorenzo Cagnassi - Mercoledì, 17 Marzo 2021

    30 Luglio 2020, la sonda Perseverance ha iniziato il suo viaggio dalla base di cape Canaveral in Florida culminato con l'arrivo su Marte, più precisamente nel cratere Jezero il 18 Febbraio 2021. L'atterraggio è avvenuto con successo alle ore 21.55 (ora locale) grazie all' aiuto di un team di scienziati della NASA.

    Il numero 7 contraddistingue questa missione: 7 sono i mesi impiegati dalla sonda per raggiungere il pianeta rosso, 7 i sofisticati strumenti a bordo per studiare ed analizzare la superficie di Marte, 7 i minuti di terrore nell'attesa dell'atterraggio nel cratere passando da 20 mila km/ora a zero. Il nome della sonda è stato proposto da un ragazzino dodicenne, che ha vinto il concorso indetto fra 28 mila studenti, la PERSEVERANZA infatti è la dote più utile nel perseguire un obiettivo difficile e mi piace pensare che magari tra 50 anni proprio lui potrà passeggiare su Marte ripensando a Perseverance.


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  • L’apartheid


    Francesca - Mercoledì, 17 Marzo 2021


     

    L'apartheid, il cui significato è letteralmente "separazione", "partizione", era la politica di segregazione razziale istituita nel 1948 dal governo di etnia bianca del Sudafrica, e rimasta in vigore fino al 1991.

    Nel 1931, l'Unione, dopo aver ottenuto la completa indipendenza dalla Gran Bretagna e quindi dopo secoli di colonizzazione, affermò ufficialmente la teoria della cosiddetta "dignitosa segregazione", mettendo in atto una rigida separazione delle diverse razze. L'Unione Sudafricana fu, quindi, divisa in una minoranza bianca (il 21% della popolazione), costituita da coloni di origine britannica ed afrikaner, che gestiva il potere politico ed economico, e in una maggioranza nera (oltre il 60%) pressoché priva di diritti. I primi, specialmente gli afrikaner, affermavano di voler “far crescere in armonia” i vari gruppi etnici con le relative tradizioni; in realtà completarono un vero e proprio “piano” legislativo e politico dell’apartheid, attraverso il National Party.


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  • L'esperienza anarchica in Ucraina: la Makhnovščina


    Alessio Vigneto - Mercoledì, 17 Marzo 2021

     Анархия-мама за нас!” (La madre anarchia è con noi!): questo è l'ultimo verso dell'inno della Makhnovščina, la formazione anarchica diffusa soprattutto nell'est dell'Ucraina durante la guerra civile russa, ma in che modo un'ideologia così antistatalista si è potuta diffondere raccogliendo un alto numero di consensi fra la popolazione?

                                           

    La bandiera della Makhnovščina, la scritta recita: "morte a tutti coloro che
    ostacolano la libertà dei lavoratori"

     

    Contesto storico

    Il contesto storico in cui la Makhnovščina si colloca è quello della guerra civile russa (1917-1922), ovvero il conflitto interno che determinò il passaggio dall'impero zarista all'Unione Sovietica - primo esempio di stato comunista al mondo - e, nel pieno della Prima Guerra Mondiale, l'uscita della Russia dal conflitto (Pace di Brest-Litovsk del 1918). L'evento trova le sue radici nella Rivoluzione di Febbraio, con l'abdicazione dello zar e la formazione della Repubblica russa, guidata dal principe Georgij L'vov e, successivamente, da Aleksandr Kerenskij, e il suo continuo con la Rivoluzione di Ottobre, in seguito alla quale i bolscevichi, sotto la direzione di Vladimir Lenin, presero il potere determinando l'inizio della guerra civile contro i cosiddetti “bianchi”, guidati da Anton Denikin e Aleksandr Kolchak e, in seguito, contro gli anarchici.


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  • Internet e i mutamenti sociali


    Giorgia - Mercoledì, 03 Marzo 2021

    La tecnologia di comunicazione universalmente denominata Internet è l’evoluzione di Arpanet, progetto militare realizzato nel periodo della Guerra Fredda (1969) dagli Stati uniti.

    Tale innovazione del metodo di scambio di ipertesti determinò un cambiamento importante, già attuato nel 1973, anno in cui venne adottato a livello accademico e, ancor più, nel 1984 quando fu reso di fruibilità mondiale.

    Sebbene oggetto di molteplici miglioramenti riguardanti i protocolli e le regole di comunicazione di basso livello, - fra cui il più incisivo e importante per la fruibilità fu il passaggio da analogico, con linea classica, a digitale, come attualmente conosciuto e usufruito -  soprattutto agli albori, la comprensione delle sue potenzialità rimase limitata, al punto che lo stesso Bill Gates, uno dei fondatori di Microsoft, dichiarò che era un fenomeno destinato all’oblio in poco tempo.


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  • La cucina italiana in tutti i suoi sapori


    Francesca - Martedì, 09 Febbraio 2021

                                    

     

    Salve a tutti! Stasera avete ospiti a cena e non sapete cosa cucinare? Volete stupirli con una cena biologica ma non volete spendere troppo? Non c’è problema, perché oggi parleremo della cucina italiana e dei suoi buonissimi piatti influenzati dall’estero. Intanto, prima di parlare del menù, parliamo dell’evoluzione del cibo in questi cinquant’anni. Infatti, con l’aumento della popolazione arrivata a toccare i dieci miliardi di persone, e quindi due miliardi di bocche in più da sfamare, la popolazione globale ha dovuto cambiare le risorse da cui ricavare il cibo.


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L'Editoriale

  • "C'è sempre il sole il 25 Aprile"


    Matteo Barcella - Sabato, 09 Maggio 2020

    Potrà non essere carino parlare di una festività quando è già passata, ma di fronte a questa situazione, di fronte a questa immagine in particolare, sono serviti un paio di giorni per fare ordine tra i pensieri. Il titolo dell'articolo è una citazione ad un programma televisivo di La7, in cui nell'ampio racconto della realtà di oggi il presentatore conclude la riflessione con: "C'è sempre il sole il 25 aprile; pure quando fuori c'è nuvolo, il 25 aprile c'è il sole. E se credi che il 25 aprile sia tutto l'anno, per tutto l'anno ci sarà il sole". È un messaggio disarmante nella sua chiarezza: ciò che ricordiamo e che festeggiamo durante questa ricorrenza è così importante da poter illuminare la via in ogni situazione. Anche in quella che affrontiamo oggi, viene da pensare. Ma in che modo il 75° anniversario della Liberazione dovrebbe indicarci la rotta da seguire durante la pandemia e -soprattutto- durante la catastrofica crisi che ci attende non appena avremo messo sotto controllo il virus?


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Ipse Dixit

  • PROF. D'AMICO: Ma tu facevi latino…

    MOLINARI: Si, ma poi ne sono uscito…

    PROF. D'AMICO: Un po’ come una droga…

Scienza

  • Cieli affollati su Marte


    30 Luglio 2020, la sonda Perseverance ha iniziato il suo viaggio dalla base di cape Canaveral in Florida culminato con l'arrivo su Marte, più precisamente nel cratere Jezero il 18 Febbraio 2021. L'atterraggio è avvenuto con successo alle ore 21.55 (ora locale) grazie all' aiuto di un team di scienziati della NASA.

    Il numero 7 contraddistingue questa missione: 7 sono i mesi impiegati dalla sonda per raggiungere il pianeta rosso, 7 i sofisticati strumenti a bordo per studiare ed analizzare la superficie di Marte, 7 i minuti di terrore nell'attesa dell'atterraggio nel cratere passando da 20 mila km/ora a zero. Il nome della sonda è stato proposto da un ragazzino dodicenne, che ha vinto il concorso indetto fra 28 mila studenti, la PERSEVERANZA infatti è la dote più utile nel perseguire un obiettivo difficile e mi piace pensare che magari tra 50 anni proprio lui potrà passeggiare su Marte ripensando a Perseverance.


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  • CIBO MICROCHIPPATO E FARMACI SMART: IL NOSTRO FUTURO


    Elettronica commestibile, team italiano la "tatua" sul cibo per monitorarlo

     

    In diversi laboratori del mondo, team di scienziati stanno dando vita a una ricerca sullo sviluppo di microchip assimilabili, finalizzata a tracciare generi alimentari e a realizzare farmaci smart, dotati di dispostivi diagnostici ingeribili. All’Istituto Italiano di Tecnologia di Milano, un gruppo di esperti sta portando avanti un progetto che svilupperebbe microchip e circuiti elettronici completamente costituiti da materiali organici, biodegradabili e assimilabili dal corpo al 100%.

    Questo progetto utopistico prevede che, in un futuro non si sa ancora quanto lontano potremo interrogare cibo e medicinali, ottenendo informazioni sulla loro provenienza e sulla nostra salute. Mediante un cellulare si potrebbe sapere, per esempio, la data di scadenza della frutta, il luogo di provenienza, ma anche sapere l’esatta misurazione della nostra temperatura corporea.


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PeggioRedazione

  • La nuova stagione del Farò Del Mio Peggio


    Di solito l'inizio del nuovo anno scolastico segna anche la partenza di un nuovo ciclo, un "ritorno alla normalità" dopo il periodo senza pensieri dell'estate. Inutile dire che quest'anno la normalità ce la potremo solo sognare e il periodo senza pensieri è durato sì e no 2 settimane di sole, per quelli più fortunati (mentre per tutto il resto d'Italia non c'è mai stato un solo minuto di questo 2020 senza preoccupazioni ad ingombrargli la testa).

    Nel pieno di questa seconda ondata, il Farò del Mio Peggio si ritrova (come tutta la scuola) a proseguire le sue attività online, compreso l'inizio del suo quindicesimo anno di redazione. Senza troppi giri di parole: questo deve essere l'anno del riscatto per il giornalino. Abbiamo la facoltà di arrivare a centinaia di studenti e di informarli in un periodo di sospensione come quello di oggi. Abbiamo il potere di far sentire la nostra voce e di inventare nuovi modi per raggiungere i ragazzi. Abbiamo il privilegio – forse il dovere – di formare una "comunità del Liceo" attorno al nostro progetto.

    A tutti i redattori voglio dire quindi che quest'anno ci sarà da lavorare: non solo gli articoli che restano completamente liberi e che ognuno può costruire come preferisce, sul tema che preferisce, comunicando il messaggio che preferisce; quest'anno ci saranno anche interviste, rubriche, ci sarà attività quotidiana per venire incontro a tutto il Liceo. Le premesse ci sono tutte, ci abbiamo lavorato tutta l'estate apposta per gestire al meglio questo nuovo anno, nonostante gli ostacoli che il 2020 vorrà ancora pararci davanti. Insomma, auguriamoci buon lavoro.

    Matteo Barcella

    a nome della Direzione della Redazione del FDMP

    Marco Camoirano

    Giuseppe Orsi

    Matteo Rapetto

    Alessio Vigneto

  • Farò del mio peggio News - Vita di redazione


    Nato nel 2005 nell’ambito del corso Tecnologico ed esteso poi a tutte le classi, il “Farò del mio peggio News” ha cambiato nella sua storia 3 redazioni tecniche, mantenendo la continuità del lavoro ed ottenendo numerosi riconoscimenti tra cui sette nomination al concorso nazionale “Giornalista per un giorno” (Fiuggi 2007), la vittoria al concorso "Il giornale dalla scuola", nell’ambito del Circuito Diregiovani (Roma 2010), organizzato dalla Agenzia di Stampa "Dire" e patrocinato dal MIUR, un diploma di Merito del Secolo XIX (Genova 2010) e dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti (Benevento 2011), tre premi nell’ambito del concorso nazionale “Il miglior giornalino scolastico” (Avellino 2011-2013), un “Premio speciale Presidenza di Alboscuole” (Chianciano Terme 2012), una “menzione speciale per il sarcasmo” al concorso nazionale “Prima Pagina” promosso dal Comune di Modena in collaborazione con l’associazione culturale Progettarte, nell’ambito della VI edizione di BUK-Festival della piccola e media editoria- che si è tenuto il 23 e 24 marzo 2013 presso il Foro Boario di Modena. 


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Società e Costume

  • La cucina italiana in tutti i suoi sapori


                                    

     

    Salve a tutti! Stasera avete ospiti a cena e non sapete cosa cucinare? Volete stupirli con una cena biologica ma non volete spendere troppo? Non c’è problema, perché oggi parleremo della cucina italiana e dei suoi buonissimi piatti influenzati dall’estero. Intanto, prima di parlare del menù, parliamo dell’evoluzione del cibo in questi cinquant’anni. Infatti, con l’aumento della popolazione arrivata a toccare i dieci miliardi di persone, e quindi due miliardi di bocche in più da sfamare, la popolazione globale ha dovuto cambiare le risorse da cui ricavare il cibo.


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  • Un pasticcio tutto americano: la cultura delle armi


     

    Se vi fosse richiesto di fingervi un cittadino americano medio e di presentarvi brevemente, cosa direste? Le risposte possono essere molto varie, esattamente come varia è la popolazione statunitense, ma c’è una caratteristica che dovrebbe essere comune a quasi tutte, che mi piace immaginare in una frase del tipo “Sono un libero cittadino statunitense e adoro il mio fucile”. Può sembrare un’esagerazione ma, assieme al liberalismo, la cultura delle armi è un ingrediente fondamentale della società americana fin dai suoi albori, e gli americani ne pagano le amare conseguenze da alcuni decenni almeno: una media di 30mila morti all’anno per arma da fuoco, con un picco di quasi 40mila nel 2017.


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Scuola

  • Il mio "J'Accuse" alla scuola (e non solo)


     

    Arrivato quasi al termine della mia esperienza da liceale, posso finalmente condividere le mie impressioni e la visione personale che sono riuscito a catturare in questi anni. Oppure posso togliermi qualche sassolino dalla scarpa, se ci volete vedere della malizia. In realtà il mio intento è denunciare a chiare lettere alcuni aspetti della nostra scuola – quella italiana nel suo complesso – e stimolare un cambiamento, quindi non me ne vogliano i vari generali francesi se scriverò un "j'accuse" contro di loro.

    Che cosa non va nel nostro sistema? È una domanda sulla quale gli esperti si arrovellano da molto tempo, ma io voglio proporre un approccio molto empirico: guardiamo cosa sta succedendo in questo periodo, senza fare i perbenisti ma analizzando con un po' di lucidità le decisioni prese negli ultimi mesi. La nostra didattica a distanza è cominciata il 24 febbraio 2020; interruzione momentanea delle lezioni prima, videolezioni poi, ci siamo abituati forzatamente a questo nuovo metodo e così abbiamo proseguito (e concluso) l'anno scolastico. Troppo plateale sarebbe stato il fallimento se non fossimo ritornati in presenza a settembre, e così dopo un'estate passata all'insegna della normalità e in barba alla pandemia abbiamo ripreso in presenza, con tutta una serie di regole. Ora, sull'operato del Governo del nostro Paese si possono dire molte cose (non è il caso che mi dilunghi anche in accuse contro di esso in questo articolo), tuttavia di fronte al lavoro della scienza, dei comitati di ricerca e delle statistiche, è difficile controbattere: aprire le scuole in "sicurezza" è possibile. Richiede parecchi sforzi, però.


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  • LA SCUOLA IRLANDESE VISTA DA UNA LICEALE ITALIANA


    Buongiorno a tutti, sono Sveva Pelle e frequento il nostro liceo nella classe quarta C.

    Come molti di voi sapranno, sto attualmente trascorrendo sei mesi in Irlanda, più precisamente a Cork, città di circa 200.000 abitanti al sud dell’isola. Parlando con gli abitanti del posto, sto scoprendo ogni giorno quanto l’Italia e l’Irlanda, nonostante siano entrambi paesi di impostazione cattolica, siano profondamente diversi.

    Questa differenza culturale si ritrova, ovviamente, anche in una delle componenti più importanti della vita di ogni adolescente: la scuola.

    Mentre in Italia ragazzi e ragazze sono abituati fin dalla tenera età ad un percorso scolastico congiunto, in Irlanda la maggior parte delle scuole sono o femminili o maschili. Un’altra differenza è facilmente individuabile anche semplicemente passeggiando per le strade del centro: si possono osservare, infatti, numerosi studenti indossare le loro divise scolastiche solitamente composte da pantaloni grigi (o gonna per le ragazze), scarpe in pelle nera, camicia e maglione. Ogni scuola, inoltre, ha il proprio colore distintivo: la mia per esempio prevede un maglione blu elettrico. Altri colori popolari sono il verde, il rosso e perfino il viola. Oltre ad indossare l’uniforme gli studenti sono tenuti a rispettare alcune regole legate al loro aspetto fisico : per esempio i capelli devono essere tenuti in colori naturali, non si possono avere piercings sul viso, non ci si può truccare e non si possono portare unghie finte. Alcune scuole sono più severe di altre in questo ambito ma in linea generale queste sono le regole da osservare. E’ anche prevista una divisa per l’ora di educazione fisica. E’ permesso indossare i propri vestiti a scuola solamente durante i “No Uniform Days” o le giornate a tema (per esempio prima delle vacanze di Natale viene organizzata una giornata in cui si va a scuola indossando dei maglioni natalizi).


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Diritti

  • L’apartheid



     

    L'apartheid, il cui significato è letteralmente "separazione", "partizione", era la politica di segregazione razziale istituita nel 1948 dal governo di etnia bianca del Sudafrica, e rimasta in vigore fino al 1991.

    Nel 1931, l'Unione, dopo aver ottenuto la completa indipendenza dalla Gran Bretagna e quindi dopo secoli di colonizzazione, affermò ufficialmente la teoria della cosiddetta "dignitosa segregazione", mettendo in atto una rigida separazione delle diverse razze. L'Unione Sudafricana fu, quindi, divisa in una minoranza bianca (il 21% della popolazione), costituita da coloni di origine britannica ed afrikaner, che gestiva il potere politico ed economico, e in una maggioranza nera (oltre il 60%) pressoché priva di diritti. I primi, specialmente gli afrikaner, affermavano di voler “far crescere in armonia” i vari gruppi etnici con le relative tradizioni; in realtà completarono un vero e proprio “piano” legislativo e politico dell’apartheid, attraverso il National Party.


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  • ITALIA FRIENDLY?


    Liberi di amare: a Londra la prima piattaforma (italiana) di notizie Lgbt -  Corriere.it 

    LGBT è un acronimo di origine anglosassone che tiene insieme le parole lesbicagay, bisessuale e transgender/transessuale. A volte si declina anche come LGBTQI, comprendendo le persone che vivono una condizione intersessuale e il termine queer. *

    Dal 2015 al 2019 la percentuale di cittadini europei intervistati, che sostiene che le persone gay, lesbiche o bisessuali possano avere i medesimi diritti delle persone eterosessuali, è aumentata del 5% (dal 71% nel 2015 al 76% nel 2019). ** Nonostante questi dati incoraggianti, le persone LGBT possono essere discriminate in molti ambiti della loro normale vita quotidiana, possono avere difficoltà a trovare un lavoro e, sicuramente, sono bersaglio di chiacchiere e di insulti, se non addirittura di aggressioni.


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Tecnologia e Rete

  • Internet e i mutamenti sociali


    La tecnologia di comunicazione universalmente denominata Internet è l’evoluzione di Arpanet, progetto militare realizzato nel periodo della Guerra Fredda (1969) dagli Stati uniti.

    Tale innovazione del metodo di scambio di ipertesti determinò un cambiamento importante, già attuato nel 1973, anno in cui venne adottato a livello accademico e, ancor più, nel 1984 quando fu reso di fruibilità mondiale.

    Sebbene oggetto di molteplici miglioramenti riguardanti i protocolli e le regole di comunicazione di basso livello, - fra cui il più incisivo e importante per la fruibilità fu il passaggio da analogico, con linea classica, a digitale, come attualmente conosciuto e usufruito -  soprattutto agli albori, la comprensione delle sue potenzialità rimase limitata, al punto che lo stesso Bill Gates, uno dei fondatori di Microsoft, dichiarò che era un fenomeno destinato all’oblio in poco tempo.


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  • Social media e depressione (3)


     

     

     

    Cara generazione Z, non è un caso se siamo stati definiti come la più ansiosa e depressa di sempre. Siamo i primi a non conoscere un mondo senza tecnologie, eppure combaciare con il progresso informatico, che ha dato vita all'era dei social, ci ha resi in realtà fragili. Effettivamente c'è una vera e propria connessione tra il mondo digitale e la depressione. In uno studio pubblicato sulla rivista Depression and Anxiety, dove sono stati presi in esame 1787 americani (con una fascia d'età tra i 19 e 32 anni), si è visto come questi mediamente utilizzino i social più popolari circa 61 minuti al giorno. In aggiunta, più di un quarto degli individui è stato classificato ad alto rischio di depressione da social network. 


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